Archivio mensile Marzo 2019

DiSara Armaroli | LoveBO Fotografia

POST IT | I giardini (e non solo) di Villa Borghese

Roma è forse la cosa più difficile da descrivere. Parlo di una cosa, perché chiamarla solo città è incredibilmente riduttivo e forse oggi è il nome che le rende meno giustizia.

Roma è più che altro un’emozione in concerto, qualcosa che il tempo davvero non può scalfire, perché ogni volta che scendete dal treno per arrivarci provate qualcosa di diverso. Sfaccettature di uno stesso volto che la volta prima non avevate colto, anime contrastanti ma tutte egualmente protagoniste.

Passati e presenti che si rincorrono, e insieme angoli sordi al ticchettio dell’orologio, dove il tempo passa troppo in fretta o troppo lentamente a seconda dello stato d’animo con cui li attraversate.

Consiglio: Scoprite la Villa, i Giardini e i suoi tesori nascosti passeggiando o correndo sulle note di The Ecstasy of Gold del grande maestro Ennio Morricone (Il Buono, il brutto e il cattivo, 1966)

Laggiù, vicino al Pincio, nel verde acre dei limoni primaverili, vi saluta Villa Borghese, col suo parco e il tripudio di opere d’arte.

Sorta all’inizio del Seicento, è il risultato di più stagioni, come la maggior parte delle cose umane, dei Borghese di Siena, un accumulo progressivo di terre con cui hanno dato vita al parco urbano forse più importante di Roma, certamente uno dei più grandi d’Europa.

Architetti, pittori e scultori si sono succeduti, qui, in secoli di sfrenate danze creative, ognuno a dare il suo prezioso contributo a questo contesto integrato di arte, natura e bellezza in continuo rinnovamento, dove i gloriosi soggetti dell’antichità ritrovano sempre, al centro e in cornice delle sale della grande Galleria, una nuova luce dove brillare.

[La scultura in foto: Paolina Borghese Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice, Antonio Canova, 1804-1808, marmo bianco]