IL TEMPO DI UN CAFFE’ | Perchè fotografare (soprattutto) in bianco e nero

DiSara Armaroli | LoveBO Fotografia

IL TEMPO DI UN CAFFE’ | Perchè fotografare (soprattutto) in bianco e nero

Quando al mattino apriamo la finestra, la prima cosa di cui si riempono i nostri occhi è il colore, una moltitudine di colori, uno per ogni cosa che mettiamo a fuoco, una sfumatura per ogni singola lunghezza d’onda che siamo in grado di percepire.

Perchè il colore non è altro che questo: una suggestione, una messa in scena fantastica che prende vita quando la luce (bianca) colpisce le superfici e loro la riflettono per intero o solo parzialmente. Da qui nascono i colori, e oggi ne siamo sopraffatti, saturi.

Ma c’è stato un tempo in cui non era che nei nostri occhi, e posti dove c’era silenzio e solo contenuti. Parlo del cinema, della televisione e, più da vicino, della fotografia.
Scattare in bianco e nero, oggi, vuol dire scegliere consapevolmente di eliminare il “rumore” superficiale del colore per concentrarsi solo sul contenuto del messaggio che vogliamo comunicare, cogliere l’anima delle cose in altre parole…

Intento tutt’altro che facile però, perché togliere il colore non è sufficiente, questa volta dobbiamo pensare in funzione di una scala di grigi.
Motivo per cui alcuni dei soggetti migliori sono gli spazi urbani e i paesaggi, dove la profondità si esprime in innumerevoli sfumature, le figure umane si contrappongono in modo più netto e le matrici architettoniche diventano più ricche e articolate. 

Togliere il colore quindi, non sempre equivale ad una perdita: può metterci a disagio nell’immediato, ma se poi abituiamo i nostri occhi a guardare, scopriamo un mondo di informazioni altrimenti nascoste, e soprattutto, accanto a ciò che ora vediamo, possiamo immaginare tutto quello che non c’è.

Il potere evocativo del bianco e nero è a dir poco straordinario! L’immediatezza delle emozioni e la centralità dei dettagli (pensate ad un ritratto) non ha eguali.

Cercate tuttavia di tenere a mente qualche piccolo elemento:
• Prestate attenzione alle forme, perché sono quelle che definiscono la nostra immagine in assenza del colore rendendola più o meno accattivante
• Provate a stringere sul soggetto eliminando lo sfondo, per focalizzare ancora di più l’attenzione sul contenuto
• Includete elementi con una texture ricca per dare ancora più spessore all’immagine
• Catturate più toni di grigio possibili per darle maggiore impatto

Poi, come per tutte le cose, esiste la via di mezzo: nel nostro caso la possibilità di unire alla schiettezza del bianco e nero l’impatto invasivo del colore, per ottenere un risultato inaspettato e suggestivo.

Io ci ho provato qualche estate fa, a Trieste, sulla scia di un omaggio alla “Cappuccetto Rosso” di Schindler’s list e quali giorni, migliori di questi, per riproporvelo?

Lo scatto fa parte del progetto Suggestioni istriane, scoprite tutte le foto nella sezione Viaggio e Urban Design del mio Portfolio!

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Sara Armaroli | LoveBO Fotografia administrator